Sempre a fronte alta…Libero arbitr…io!

Le ultime due partite disputate dal Palermo, hanno restituito ai tifosi, una serie di certezze indiscutibili che è bene analizzare per potere poi verificarne l’importanza e la reale esistenza. Partiamo dal fatto che, in effetti, dal calciomercato invernale, i rosanero, sono usciti rinforzati e questo, significa che l’obiettivo finale lo si vuole inseguire e speriamo raggiungere sino alla fine. Aldilà delle classiche telenovele di bottega – un esempio per tutti Tramoni si, Tramoni no – è arrivato un rinforzo per reparto, il cui valore è già stato messo in mostra, attraverso le belle giocate ammirate sul campo. Qualcuno si lamenta sostenendo che si poteva fare di più, ma chi lo dice che si poteva anche non toccare nulla e proseguire con quello che c’era, in virtù della volontà di mantenere saldo lo spogliatoio e l’equilibrio delle trame di gioco? Litanie che, in passato, sono state propinate alla piazza come medicina di tutti i mali. Dopo qualche anno, rivediamo in campo lampi di giocate che uniscono agonismo, determinazione e classe. Certe aperture a tutto campo, certi tocchi da biliardo, certe finezze nel controllo e nella cessione della palla, ricordano gli anni d’oro di zampariniana virtù, che avevamo dimenticato e che invece stiamo ricominciando ad assaporare, in una mediocrità di calcio, a cui oramai si assiste a tutte le latitudini, quantomeno italiane.

Palermo è tornata ad avere un bomber di razza implacabile come ai tempi del miglior Miccoli, Toni, Amauri….A capo degli attacchi, vedere che a condurli sia un Vikingo dagli occhi blu, è una forza tanto per la squadra che per la tifoseria, che possono ben sperare di ricevere una grande mano di aiuto in situazione di bisogno. La grinta, l’attenzione, la costanza poi, di avere un condottiero come Inzaghi in panchina, è una ulteriore garanzia di collante per uno spogliatoio che aveva bisogno di gente simile per recepire una scossa ogni qualvolta ce ne fosse stato bisogno. Il suo agitarsi a bordo campo per tutta la partita, la sua schiettezza nel lamentarsi con arbitri e guardalinee, la sua obiettività nell’analizzare le partite, la sua esperienza per apportare i correttivi in campo anche in corso d’opera, stanno incoronando una scelta in panchina che finora è stata addirittura superiore alle aspettative, ripromesse in sede di inizio di campionato. Lo stesso Inzaghi, è oramai entrato in simbiosi con la realtà cittadina ed alla fine, proprio lui, sarà uno di quelli che andrà via, tornando sempre ad abbracciare ogni angolo più recondito della città, innamorato dei suoi colori, sapori, umori, tesori. Il penultimo passaggio, va dedicato alla tifoseria che ama questa squadra a prescindere dai risultati e che sa di essersela calata nello stato di famiglia. Le presenze allo stadio sono oramai costantemente numerose, il seguito in trasferta è da commozione, il tifo ed il supporto è consuetudinario, ma quello che forse non è chiaro e conosciuto è l’affetto che viene riservato quotidianamente ai giocatori. Ovunque vengono coccolati, in ogni occasione vengono abbracciati, in ogni dove vengono richiesti, nonostante ancora nulla si è compiuto per come si spera. Chiunque arrivi, viene inserito in un contesto cittadino fatto di confidenza e di amicizia che mostra comunque rispetto e fiducia. Starà ai giocatori, non trasformare in peggio questa simbiosi, che li può soltanto aiutare e non certo disturbare come ebbe a dire qualche stolto in passato.

Tralasciando le ultime notizie che narrano di buone nuove anche sotto il profilo futuro – leggasi ristrutturazione dello stadio e dell’impiantistica sportiva a sostegno dell’attività della prima squadra e delle giovanili – argomento per il quale dedicheremo un apposita analisi , affrontiamo un’altra certezza acquisita al termine delle ultime due partite: siamo destinati ad avere come arbitri delle partite da disputare, soltanto professionisti dal segno zodiacale ben individuabile.

Ancora una volta il sistema calcio si è mostrato ostile ai colori rosanero. Anche se questa non è una novità per i colori rosanero, che già nel tempo, di angherie ne hanno subite abbastanza, la storia si ripete e con cadenza continua.

Al termine di ogni incontro, le recriminazioni e le boccate amare sono tante.

Compito di giustificare gli errori-orrori e anche di negarli è di altra gente, ma da parte mia che vivo le partite dagli spalti più caldi, l’analisi è ben diversa.

Si sbaglia tanto nei confronti del Palermo e non c’è casualità che tenga.

Taluni errori – orrori, sono compiuti scientificamente e l’assenza di proteste formali, sta conclamando una forma di vittimismo che non paga. In taluni casi viene sconfessata anche la stessa oramai onnipresente idolatrata ed amata tecnologia, pur di non dare ragione e giustizia a quanto accade in campo, a danno del Palermo.

Nessuno, da queste parti, ha mai richiesto aiuti e sostegni per giocarsi le proprie chance, ma il dover subire sempre ingiustizie e soprusi non è una cosa da poco.

Un tempo il Palermo veniva bistrattato nel chiuso delle quattro mura di uno stadio e nessuno ne parlava, oggi che ogni partita va in mondovisione, chiunque si può accorgere di ciò che accade….il problema è che continua ad accadere!!

Ogni errore/orrore può costare punti decisivi ed in questa fase del campionato, esortiamo la Società, a richiamare ancora una volta, l’attenzione verso questi episodi fin troppo gravi e sospetti per essere classificati come chiacchere da bar.

Il perbenismo e la pacatezza mostrata dal City Group nell’affrontare in ritardo talune situazioni, non paga oggi, come non lo ha fatto in passato e dimostra che in questo calcio nulla è cambiato da quando gli arbitri venivano omaggiati con macchine e orologi piuttosto che rinchiusi negli spogliatoi per costringerli a fischiare sempre in un senso.

Il sistema calcio, è marcio perché vittima di una società malata ed afflitta da un circuito di malagestione che, da sempre, ha avuto le sue vittime, i suoi carnefici ed i suoi beneficiari. Rispetto a prima ognuno la viveva per sentito dire….oggi le testimonianze sono rese in diretta, ma a quanto pare, ciò non spaventa nessuno.

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