Sempre a fronte alta – Mosca cieca… con il trucco

Mentre le città spettrali ci regalano silenzi surreali e situazioni drammatiche che tormentano migliaia di famiglie, il derilitto pallone si sforza di voler continuare a rimbalzare come se nulla fosse… per volere di un Dio denaro, che non conosce ostacoli.
Quando qualcuno decise che tutto dovesse riprendere, come se nulla fosse ed al di là della reale situazione pandemica in atto, i soliti tuttologi e tuttofare si affrettarono a stilare regolamenti, accordi e barzellette varie, affinché ogni domenica (e non solo) si giocassero le partite e si disputassero i campionati…
Nessuno di questi geni della lampada pensò, o ebbe il coraggio di ammettere, che fosse tutta una grande cazzata e che dinanzi alla natura bizzarra del Covid 19, nessuna certezza si poteva mai avere sul come fosse andata a finire…
Basta che si riprende e che qualcuno scenda in campo, va tutto bene… si sussurrava nelle stanze dei bottoni… e qualcuno fu anche beatamente contento di aver rimesso in moto sto “carrozzone”.
Pazienza se i tifosi restavano fuori dagli stadi, pazienza se alla fine per raggiungere le presenze in campo si ricorresse a ragazzini ed ambulanti, pazienza se qualcuno rischiava grosso nel mischiarsi al gruppo…
Così oggi mentre qualcuno ci annuncia l’ennesimo decreto straordinario, in diretta su tutte le tv del pianeta, dove viene intimato pure di respirare l’aria che hai intorno,… le squadre pagano dazi salati… in virtù di un professionismo che deve produrre milioni di euro, quale linfa vitale per far girare i contatori…
Ed ecco che mentre il propagarsi del virus, colpisce contemporaneamente interi spogliatoi, falsando e modificando lo svolgersi delle partite, le soluzioni “regolamentari” impongono di raccattare quei numeri necessari a schierare uomini in mutande, senza che ci possano essere rinuncie e sospensioni… e che, tra gli stessi atleti e dirigenti, si rischia finanche la vita, esponendosi al contagio… seppur certificato, sanificato e controllato!!!
Le situazioni paradossali si susseguono senza sosta e tra becere vittorie a tavolino e ridicole comparsate a sediolina…
Senza volere avventurarsi in racconti astratti e più o meno sensati, ci viene subito in mente ciò che sta accadendo al Palermo Calcio, che mentre le altre squadre hanno quasi… finito il girone d’andata… ancora deve scendere in campo!!!
Alla vigilia della gara con il Potenza, vengono registrati dei casi di covid… ma ciò non basta per rinviare la partita. Occorre l’intervento dell’autorità sanitaria, per non fare disputare la partita, mentre i giocatori stanno per schierarsi in campo!!!
I casi di contagio, nel team rosanero, si moltiplicano, ma, in ossequio al regolamento calcistico, i numeri registrati impongono alla società di scendere in campo nelle partite successive.
Ancora qualche caso, e nuovo intervento dell’Azienza Sanitaria Provinciale, che ribadisce l’isolamento dell’intera squadra palermitana e non soltanto dei contagiati positivi al virus. La federazione calcio, fa le sue considerazioni e nel conteggio dei disponibili a scendere in campo, include pure i ragazzi della primavera, i bibitari e gli zingari della favorita… quindi il Palermo può scendere in campo comunque!!!
Occorre quindi che, lo stesso Palermo Calcio, venga individuato quale cluster – o focolaio attivo- dalla stessa Asp, per far recedere nuovamente la federazione, dalla decisione di voler far disputare comunque la partita in programma.
Ciò significa che sono stati necessari 19 casi di Covid, all’interno di una società sportiva, per far comprendere alla federazione che forse non era il caso di insistere nella disputa delle partite ad ogni costo.
Ma ancora una volta si parla di rinvio di una singola partita… ignorando che le partite si stanno susseguendo a ritmo di 2 a settimana, a distanza di tre giorni l’una dall’altra… come se si stia sempre in attesa della miracolosa guarigione del gruppo e non tenendo in considerazione il fatto che comunque, le prescrizioni mediche del caso e la situazione patologica in atto, escludono una attività fisica che non interrompa la preparazione atletica normale di una squadra che disputa un campionato… non certo di boccie…
Quindi in teoria, secondo la federazione… io oggi ho il covid… domani mi alzo e già sono in grado di disputare una partita e la mia squadra di riprendere il campionato, come se nulla fosse…
Se per LORO ha un senso… per lo sport, per i tifosi, per la regolarità dei campionati, per la normalità delle partite… SENSO non ce n’è… che non sia quello di conati spontanei di vomito…
Questo calcio non appartiene a nessuno, questo non è sport, questo non è ammissibile… eppure è legalizzato, autorizzato e sottoscritto.

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