Sempre a fronte alta…Una lezione di vita!
Consentitemi di partire dalla fine: uno stadio quasi ancora pieno del tutto, al termine dell’incontro tra il Palermo ed il Catanzaro, che applaude una squadra che sportivamente ha fallito il suo obiettivo.
Per chi non ama osservare i dettagli, quanto descritto in appresso è una chiave di lettura sociale che deve comunque rendere felici e soddisfatti.
La partita con il Catanzaro non era semplice da affrontare e la famosa remuntada non era una impresa da compiere con facilità. L’ansia da prestazione e da risultato, alla fine si sapeva che avrebbe coinvolto giocatori e tifosi e il rischio concreto di abbandonarsi alla rassegnazione e manifestare rabbia ed insoddisfazione verso il mancato accesso alla finale nonché alla speranza di essere promossi, era quanto di più naturale che accadesse. Diciamocelo chiaro : di spirito sportivo in queste occasioni ce n’è in parti molto residuale ed il tifoso non sa sopprimere il proprio stato d’animo con pacatezza…se si vince applaude …se si perde fischia.
Ieri questo non è accaduto. Ieri a Palermo dinanzi ad un sogno che va in frantumi, ad una aspirazione che ti porti dietro tutto l’anno e che fallisce, dinanzi a alla prospettiva di un’altro anno di “abbili”….il palermitano ha idealmente abbracciato la squadra ed ha mostrato amore ed appartenenza a quegli unico colori rosanero.
Che ciò accadesse in Curva, non è neanche una novità, visto che oramai l’atteggiamento è quello di amare senza avere nulla in cambio, oramai è una regola…ma vedere la gradinata compatta rimanere piena e festante sino ad oltre il novantesimo minuto, a risultato oramai acquisito e svanito, è stato emozionante, sorprendente, orgogliosamente da evidenziare.
Lo stesso settore che si è reso protagonista con una correografia di cartoncini nel ricordo di Alessia e tale coreografia l’ha realizzata senza titubanze e con un ottimo risultato, nonostante non era sua abitudine né partecipare né collaborare!!!
Ieri no!! La gradinata ha reso onore a se stessa ed ad Alessia in maniera esemplare ed è giusto che qualcuno lo dica.
Il tifo sugli spalti, proprio in questa partita è stato qualcosa di impressionante e osservare chiunque all’opera è stato uno spettacolo: donne, anziani, bambini, ultras….tutti insieme a cantare ed a sostenere la squadra per tutta la partita e poi dopo stringersi in quell’abbraccio simbolico a fine partita intorno ai giocatori è stato un sogno che si realizza.E’ stato dimostrato a tutti che il calcio a Palermo è vita, è respiro, è anima e corpo.
Questa partita è diventata il simbolo di una voglia di svegliarsi da un bieco torpore, da una apatia latente, che oramai ci costringe a vivere nel degrado e nella improvvisazione…rendendo, per certi aspetti, Palermo, più simile ad una jungla che ad un contesto civile.
Eppure ogni tanto qualche sussulto fa sempre ben sperare e ieri, come magari tante altre volte, questa scossa c’è stata.
Ieri era la giornata celebrativa di Alessia e la giornata del ricordo di Joshua e forse pure questo ha contribuito ad animare quello spirito dormiente che caratterizza il quotidiano vivere.
Pur comprendendo che non è il calcio che sta sopra a tutto e non può essere una partita a riscattare una mediocrità che spesso ha richiamato l’attenzione su fatti di cronaca inenarrabili…questi novanta minuti di partita hanno dimostrato che un popolo che vuole, un popolo che lotta, un popolo che pensa…può riscattare sempre la sua esistenza, può cambiare sempre il suo modo di agire, può essere sempre partecipativo anzicche’ timido spettatore di ciò che gli sta intorno.
Grazie Palermo, grazie a chi c’era perché ieri si è manifestata una indimenticabile lezione di vita e questo vale più di una promozione sul campo per un pallone che rotola via.
Il campionato è finito ed il sogno della promozione è svanito. Sicuramente ci sono stati degli errori e delle sottovalutazioni da parte di chi dirige il pastificio. Certamente si poteva fare di più e meglio ed ora c’è da riprogrammare una stagione andando alla ricerca sempre dello stesso obiettivo. Ci sarà tempo per affrontare il calciomercato e ci vorranno risorse economiche ed umane per rinforzare una squadra apparsa incompleta e fragile in taluni reparti, ci vorrà pazienza, coraggio, sacrificio ed impegno da parte di tutti….però se tutti ripartissero dalla serata di Palermo Catanzaro, difficilmente la strada si mostrerebbe in salita come sicuramente lo sarà.
Ieri negli occhi di Pippo Inzaghi, nell’osservare ciò che aveva intorno, si è intravisto un sentimento di meraviglia, di emozione, di orgoglio e questo stato d’animo potrebbe diventare comune anche ad una dirigenza, quella del city group, che deve ancora imparare a conoscere il cuore di questa città capendo bene che il portafoglio, il loro portafoglio, una volta tanto si può riempire anche di sorrisi ed abbracci.
Nel mio piccolo, permettetemi infine di ringraziare chi mi segue in questa rubrica e chi condivide un sogno ed un amore con due solo colori…il rosa ed il nero. Questa per me è linfa vitale.

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