Sempre a fronte alta…Tutto a posto o quasi!

Dopo avere digerito la sconfitta di Pescara, il Palermo ed i suoi tifosi erano chiamati a ripartire con una vittoria ed il confronto con il Mantova era l’occasione giusta, proprio per come è stato. Purtroppo il patatrac di Pescara ha interrotta una serie positiva di quattordici turni ed aveva fatto anche intravedere la possibilità di un rush finale per la conquista di una promozione diretta…ma era invece arrivata una sconfitta amara ancorché per il modo con cui è stata subita e cioè al termine di una partita mediocre, giocata male dall’intera squadra. Ma il cammino doveva riprendere ed il nuovo obiettivo è quello oramai di conquistare il terzo posto per disputare i play off con i vantaggi dati dal calendario a favore.

Per centrare questo obiettivo era necessario vincere con l Mantova e contro l’ansia da prestazione e da risultato che sicuramente dopo la partita in Abruzzo ha vacillato molto nella mente dei giocatori e degli stessi tifosi.I tifosi sono così accorsi allo stadio in oltre venticinquemila per dare sostegno alla truppa di Superpippo, confermando la decisa volontà di lottare e vincere assieme per il raggiungimento della vittoria finale.

La partita contro i biancorossi lombardi si era subito messa bene con la rete di Ranocchia che successivamente era stata suggellata dall’enesima zampata del bomber Pojanphalo, già arrivato a 19 segnature in stagione.Non un Palermo brillante, non una grande prestazione di gioco ma almeno il risultato risultava essere in cassaforte con un tempo d’anticipo.

Invece, proprio il solito blocco mentale, proprio quella mancanza di concentrazione, proprio la paura di sbagliare ancora, ha portato in dote una seconda parte di partita, ancora più brutta di prima, con l’aggravante di un erroraccio di Blin che comportava il dimezzamento del vantaggio acquisito in precedenza, la perdita del vantaggio numerico acquisito grazie ad una espulsione accusata proprio dagli avversari, nonché più di 30 minuti di gioco da affronate con il rischio si subire una rimonta.

Fortunatamente tutto è andato bene, la vittoria alla fine si è conquistata, si è accorciato di 2 punti il distacco dal Frosinone attualmente terzo in classifica, però si è rischiato tanto, troppo e si è smarrita la brillantezza mostrata nel ciclo dell’imbattibilità, persa in quel di Pescara.Francamente giustificare certi errori e certi atteggiamenti in questo finale di campionato è ancora più difficile e vedere Blin sbagliare l’ennesimo approccio con la partita è inaccettabile. Al pari risulta difficile aspettare ancora che taluni giocatori riprendano un certo ritmo da battaglia, che hanno smarrito nel corso del campionato: un caso per tutti le prestazioni di Gomes. Così come sembra mancare quella spinta in più che ci si aspetta da Le Duaron così come l’intraprendenza di Johnsen, mostrata solo al suo esordio con la maglia rosanero.Insomma in un finale di campionato che si prospetta rovente, occorre dare di più e la squadra deve entrare in un ottica da battaglia che sembra avere smarrito, nonostante Superpippo cerchi di spronarla ogni minuto secondo, anche a costo di sacrificare schemi, geometrie e bel gioco.

Come più volte ripetuto, non c’è altro risultato che la conquista della promozione se si vuole tenere in piedi una baracca da milioni di euro, che si fonda su prospettive di investimenti e di ritorni economici proprio per i professionisti del guadagno che osservano e giudicano dalla lontana Manchester.

Ed adesso, che si vada a Carrara per vincere

Lascia un messaggio

avatar
  Iscriviti  
Notificami